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Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo. (Ippocrate)

ATTIVITA’ FISICA

Una corretta alimentazione che un nutrizionista può indicare, diminuisce il rischio di contrarre varie patologie ma NON meno importanti sono i benefici dell’essere fisicamente attivi.
L’effetto protettivo dell’attività fisica costante è molteplice:

  • Migliora la qualità della vita e permette il suo prolungamento, diminuendo il rischio di patologie anche gravi.
    Numerosi studi dimostrano che l’esercizio fisico migliora il benessere psicologico, aiuta a gestire meglio lo stress, riduce l’ansia e promuove una sana regolazione del sonno. Test clinici hanno dimostrato inoltre che l’attività fisica può essere utile per curare la depressione;
  • Aumenta la densità ossea e rafforza muscoli, tendini e legamenti. Nelle persone anziane che praticano una attività fisica regolare rallenta la diminuzione della densità ossea che progredisce normalmente con l’avanzare dell’età (osteoporosi).
  • Riduce del 35-50% la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. Nelle persone affette da diabete, l’esercizio fisico ha dimostrato inoltre di contribuire al controllo dei livelli di zucchero nel sangue;
  • Riduce del 50% la probabilità di sviluppare patologie cardiache rispetto a coloro che svolgono una vita assolutamente sedentaria. Anche le persone obese che fanno esercizio fisico corrono minor rischio di contrarre malattie cardiocircolatorie e patologie di tipo metabolico (diabete e sindrome metabolica).
  • Una riduzione dei livelli di attività fisica è uno dei fattori principali dell’aumento dell’obesità.
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ALIMENTAZIONE E SPORT

Presupposto di un’alimentazione equilibrata è l’adeguato apporto energetico: deve cioè sussistere un corretto rapporto tra l’alimentazione e il consumo energetico totale, dato dalla somma del metabolismo basale (il consumo di energia dovuto al mantenimento delle funzioni vitali dell’organismo come battito cardiaco, respirazione, ecc.) e il dispendio energetico dato all’attività giornaliera.
Le differenze nei fabbisogni energetici tra un atleta e un sedentario quindi sono principalmente quantitative e grande importanza ha una corretta distribuzione delle quota calorica nella giornata in funzione dell’attività fisica svolta.
Il nutrizionista può dunque aiutare ad adeguare l’alimentazione a seconda delle necessità del momento e a seconda dello sport praticato.
Il modello tradizionale di ripartizione della quota calorica, prevede una quota di CARBOIDRATI del 50-60%, PROTEINE 15% E GRASSI 30%. Questi valori possono variare in funzione dello sport praticato e in ragione delle prestazioni che si intendono raggiungere. Ad esempio la percentuale di carboidrati che dovrebbero essere assunti può oscillare tra il 45% e il 65% con una predilezione per quelli a basso indice glicemico, le proteine possono avere un intervallo da 12 al 20% (da circa 1 g fino a 1,5-2 g per Kg di peso corporeo) mentre i grassi possono oscillare tra il 28-35% con predilezione per i grassi monoinsaturi.

Per ottenere una prestazione di livello, una corretta alimentazione è un ogni fase della vita dell’atleta è fondamentale: sia nella fase dell’allenamento, che nelle fasi pre-gara e post-gara il giusto apporto di nutrienti è un elemento imprescindibile per ogni atleta.

In particolare, grazie agli strumenti di cui dispongo, come il bioimpedenziometro BIA 101 Anniversary, posso realizzare un’analisi particolareggiata di tronco, gambe e braccia e rilevare la modifica dei cambiamenti a seguito dell’allenamento.

Grazie a queste analisi è possibile predisporre dei piani di alimentazione specifici per ogni fase di allenamento e grazie ai controlli successivi modificare la dieta a seconda delle esigenze anche in ragione di obbiettivi sportivi prefissati.

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    Biologa Nutrizionista, Dott.ssa L. Sanna
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